"Se incontri un essere umano nella folla, seguilo... non ti capiterà spesso" (D. Pennac)

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Una cittadina del mondo o, meglio, una straniera ovunque. Un albero esotico, insomma.

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sabato, 21 novembre 2009
STORIE DI ANIME

Stamattina stavo prendendo il caffè con Marta, mamma di un'amichetta di Chicca ed una delle poche donne interessanti del paesucolo. Ed a bruciapelo le ho chiesto: "Ma cosa avete in comune, te e Gigi?". Lei, una dea bionda metafisica ed artistica, lui un giardiniere rozzo, simpatico e bonario. E mi ha risposto: "Appena lo conobbi mi dissi 'Mai con lui!', poi piano piano le nostre anime si sono riconosciute". Eh. Lafotoèmmmia, scattata a Buenos Aires e ben rappresenta la mia, di anima.

Toto ha amorevolmente preparato il pranzo per Chicca ed il suo amichetto del cuore e mentre lo faceva mi criticava, insultava, minacciava per come stavo facendo i lavori di casa. Sorgeva spontaneo e di cuore un sonoro 'L'animadelimejomortaccitua'.

Per il pomeriggio sto programmando di tenere occupati i due pargoli con interessanti lavori di giardinaggio seguiti da mancetta a sorpresa. Quelle due piccole anime agresti saranno felici di sicuro.

Ma alla mia, di anima, chi ci pensa a farla felice?

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venerdì, 20 novembre 2009
L'ARMONIA

Roald Gundersen è un architetto che ama molto le foreste e che ha deciso di costruire secondo un metodo rivoluzionario: usando gli alberi interi. Sfruttando così una struttura che la natura ha testato in milioni di anni. I risultati sono incredibilmente aggraziati ed eleganti.

Stasera sono arrivata a casa dal lavoro agitata perchè la suocera di mia sorella, una povera vecchietta, stava per essere operata d'urgenza. Purtroppo non ho pesato abbastanza bene le parole e Toto s'è innervosito: imbestialendosi quindi per il disordine di Chicca, urlando di tutto, minacciando di mandarla a letto senza cena, ordinandomi di perdere dieci chili e via piacevolendo.

Ora Chicca si è calmata e sta a letto, lui se n'è andato a sgallettare alla riunione della sua organizzazione di volontariato, io smanetto al computer e mi godo, finalmente, la pace. Anche se avrei voluto tanto andare a trovare mia sorella e la sua vecchierella all'ospedale.

Domani mi fingerò calma e serena così spero di riuscire a carpire per un paio d'ore la macchina ed andarle a trovare. Non devo far capire a Toto quanto ci tengo che sennò me la scordo.

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giovedì, 19 novembre 2009
(DO) LOREM IPSUM

Il mio pur signorile cv ha appena collezionato l'ennesimo insulto, curioso provare giusto un po' di stanchezza o, al massimo, di tristezza.

Riflettevo sul fatto che, di solito, i dolori più grandi della vita sono quelli dell'infanzia, forse perchè sono i primi che sentiamo: il primo tradimento, la prima delusione, il primo animaletto che muore, il primo nonno che se ne va.

Questo blog mi è stato, peraltro, vicino in tre dei più grandi dolori della mia età adulta: la perdita di mio padre, di Bruxelles, dell'ufficio. E farò il possibile perchè mi resti vicino, stanchezza e tristezza a parte.

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mercoledì, 18 novembre 2009
CONTRASTI

Oggi la mia giornata lavorativa è ruotata tutta attorno al maestoso ed agreste signore della pianura padana, questo qui.

Messa a letto Chicca e lavati i piatti, son qui che mi dibatto tra verbali e comunicati stampa, che il tempo non mi basta mai: mentre, per colmo del contrasto, mi ascolto su iutubbe la più trash, esagerata e commerciale delle nuove cantanti. Socperta grazie a Chicca e talmente scorretta da quasi-piacermi. Eccovela qua, in tutta la sua provocatoria, esasperante assurdità.

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martedì, 17 novembre 2009
LEGGEREZZA E PESANTEZZA

Mentre tutte le nuvole sono occupate a sfornare bei bimbi e cuccioli che le cicogne porteranno sulla terra Gus, una nuvoletta grigiastra ed un po' sfigata, si è specializzata nella fabbricazione di cuccioli difficili. Coccodrilli, porcospini, arieti: che riducono a mal partito Peak, la cicogna incaricata di recapitarli a destinazione. La situazione peggiora finchè, con un colpo di genio, Peak trova la soluzione per continuare senza grossi traumi il suo lavoro. Forse.

Questa, in sintesi, la trama di "Partly Cloudy", il cortometraggio lieve e luminoso che apre la proiezione di "Up", bel film di cui ho già parlato. Alla sua leggerezza ed ariosità pensavo oggi mentre passavo vicino al Colosseo baciato da un sole primaverile, con le strade attorno libere dal traffico grazie al Vortice e con qualche elicottero svolazzante in cielo.

Con leggerezza il mio badge rosso mi ha permesso di superare la fitta trafila dei controlli per andare ad ascoltare discorsi pesanti, molto pesanti. Sicurezza alimentare, impatto del cambiamento climatico sui più poveri, malnutrizione, degradazione delle risorse naturali, morte. E di fronte a questi problemi grevi come macigni, ancora, impalbabili ed aeree, proposte e promesse vaghe che evaporeranno senza lasciare traccia alcuna, soprattutto sui bilanci.

Al'uscita, chissà perchè, avevo fame. Mi sono sparata un bel paninozzo e bunanotte alla lievità.

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lunedì, 16 novembre 2009
APPPPP

Io e Chicca abbiamo bissato l'appuntamento finesettimanale col "cinema della parrocchietta". Così nel pomeriggio di ieri ci siamo tornate per "Up", filmetto d'animazione lieve e coloratissimo: e ce lo siamo godute vicine vicine, strette nell'odore oleoso di pop-corn caldi e patatinepatapuff e nell'aria antica dei muri vecchiotti e vellutati.

Nella mattinata, invece, con una mano traducevo un rapporto dall'inglese sul mio minipc, con l'altra aiutavo Chicca che preparavana la prima sachetorte della nostra vita, con l'altra piegavo e sistemavo i panni puliti. E Toto, sbracato davanti alla tv nella sua stanza, berciava perchè non stavo pulendo casa (che nel suo immaginario vuol dire lavare pavimenti e vetri a ripetizione, probabilmente stile "imperodeisensi") e che avrebbe preso e pagato una ragazza per quel lavoro e che non si può andare avanti così e che casa fa schifo e checc@zzo.

E il bello è che la sachetorte è venuta pure molto buona, anche se la glassa è un po' troppo sdolcinata (Chicca-cuoca ha voluto sostiuire la cioccolata fondente con quella al latte). E' venuta dolce dolce e tutt'ora ci tira su, appppp.

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domenica, 15 novembre 2009
PARNASSUS

Ieri sera, al cosiddetto "cinema della parrocchietta", eravamo in quattro: io, Chicca ed altre due anime sperse. Ed il film, a parer mio, era decisamente mediocre, tolto l'ambaradan mediatico per la morte prematura del protagonista non ci restava molto. Trama tenue ma quasi incomprensibile, grandi proclami, attimi di noia, uffa. Belli giusto alcuni scenari onirici (le scale per salire sulle nuvole, tanto per dire) nonchè la comparsata di gionnidepp che ha sempre il suo bel perchè.

Bellissima, peraltro, l'atmosfera del cinema. Vecchio ma non cadente, decentemente tenuto e con poltroncine di velluto non troppo sfondate, ha un odore di polvere e prossimo abbandono che incanta. Ogni volta ricordo a Chicca che, venti-trent'anni fa, la mia cittadina vantava due cinema, che quello era il più piccolo e che nel fine settimana erano entrambi strapieni. Tanto che per riuscire ad entrare per "Il tempo delle mele" io e mi sorella dovemmo sostenere una specie di attacco all'arma bianca, finendo a vedere il film in piedi e strizzate come stracci tra la folla.

Panta rei. Le cose passano di moda e vengono superate, il buio pian piano se le inghiotte. Presto il cinema finirà nell'immaginario dell'antico che custodisce piccoli tesori come le carrozze a cavalli, le penne di pollo per scrivere, gli scaldini a carbone per il letto.

http://it.wikipedia.org/wiki/Parnassus_-_L'uomo_che_voleva_ingannare_il_diavolo

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sabato, 14 novembre 2009
SMADONNING

Complice il blocco della metro, i lavori e le deviazioni della Cassia, la fila del venerdì ed un incidente non so dove, ieri il ritorno dall'ufficio ha assunto dimensioni epiche: si è dilatato dall'ora-ora e mezza solita fin quasi a raggiungere le tre. Sballottata nel traffico, leggevo "Angeli e demoni" di Brown, sequestrato in ufficio ad Ettore qualche giorno fa (bel librone coinvolgente, un po' impreciso però). Sono arrivata a casa che sembravo un vecchio asino sbilenco, distrutta e quasi svomitante, mentre l'appuntamento urgente dal dentista andava a farsi benedire.

Stamattina, mentre il Toto filava a riportare a casa sua madre dall'ospedale (dove le hanno praticato una coronografia che lascia intravedere una sua non lunghissima permanenza futura sull'autostrada terrestre) mi sono dedicata alle faccende domestiche, in particolare alla pulizia di certe alici fresche che aveva comprato il Toto. Ci ho messo una vita, maremma vaticana. E mentre stavo lì a ravanare con le unghie tra scaglie, lische, acqua puzzolente e budellucce pescifere varie, praticavo un catartico smadonning mentale pensando a tutte le altre cose più utili ed interessanti per le quali avrei potuto impiegare quel tempo. Spero che il tortino di alici che ci ho tirato fuori - non lo facevo da anni tanto che probabilmente Chicca non lo ha mai mangiato - sia valso il sacrificio.

Stasera raccatto Chicca e vado al cinema, c'è Parnassus e lei spasima per vederlo quindi perchè no? Spero solo che il Toto ci molli la macchina, maremma cinematografica.

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giovedì, 12 novembre 2009
PROSCIUTTO & FUNGO

"Un fungo ed il cambiamento climatico stanno colpendo duramente i boschi di leccio nei quale vive il suino iberico e potrebbero mettere in pericolo la produzione del famoso prosciutto che se ne ricava, il ‘pata negra’, riferisce El Pais. Attualmente in oltre 500 aree i lecceti stanno morendo per via del fungo australiano Phytophthora, che colpisce le radici degli alberi, preziosi nelle regioni del sud della Spagna perche’ delle loro ghiande si nutre il famoso ‘cerdo iberico’. La diffusione della malattia, che gli esperti non sanno come arrestare, sarebbe facilitata anche dall’innalzamento della temperatura media e dalle sempre minori precipitazioni."

Ricordo la prima volta che sentii parlare del Pata Negra, quasi cinque anni fa. Ero a Madrid, per una missione di lavoro insieme ad un collega olandese: anziano, poliglotta, (non troppo segretamente) alcolizzato ed, ovviamente, tirchio. Mi portò nel Museo del Jamon, il museo del prosciutto, dove ogni angolo, ripiano o parete era rivestito di quarti posteriori di ogni sorta. Molti esibivano una specie di buffo cappellino giallo per raccogliere le colature di grasso.

Mentre io mi beavo alla vista di cotante terga saporite lui, con aria da intenditore, si fece servire sotto vuoto un tre-quattro etti di prosciutto affettato che pagò qualcosa come una novantina d'euro. Io trasecolai, e lui mi disse reverenzialmente che si trattava del Pata Negra, "il più buon prosciutto del mondo". Apperò!

Ancora oggi son sicura che tutti quei soldi io non ce li avrei mai spesi, per un cartoccetto spruzzoloso di affettato: però le mie papille gustative ancora si chiedono, curiosissime, che diavolo di sapore avesse mai.

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mercoledì, 11 novembre 2009
UN NOVEMBRE BELGESE

A Roma, che è piena di sempreverdi (pini, lecci, magnolie e palme) l'autunno praticamente non esiste. A Bruxelles, dove qualcuno ha saggiamente cosparso giardini e viali di latifoglie varie, l'autunno splende di ramo in ramo, e per terra pure. Il cielo era grigio e la gente per strada ingrugnita e scontrosa come sempre ma i colori dell'autunno erano notevoli. Ed un minuscolo bimbo peruviano, nel bus, aveva afferrato sorridendo il dito di una sconosciuta nonna belga e non lo mollava più.

Questo, il parchetto giochi del giardino di Ambiorix, dove una Chicca bambina ha giocato molte volte, tanto tempo fa.

Queste, le pupazze al balcone, che una tizia stramba non lontana dalla mia ex casa cambia e veste a seconda della stagione.

Queste due immagini rappresentano la messa in scena minimalista che la Presidenza svedese ha montato nel Consiglio - le statue-mobili vi ricordano mica nulla?

Lunedì sera, arrivata a casa di Gyula dopo tanto girovagare e shoppare (la notte eravamo pure stati svegliati alle due dal fratello di Toto che ha distrutto la seconda macchina in sei mesi, ma questa è un'altra storia), ho trovato l'invito per partecipare ad una cena ufficiale organizzata (e pagata) dal mio vecchio ufficio. Così una gyulesca "famiglia estesa" di nazionalità assortite composta da un padre, due madri e due figlie (il gatto è rimasto a casa), è salita sul macchinone e si è diretta in centro città, ha mollato il carro in un assurdo parcheggio sotterraneo dove quasi non si poteva uscire e si è tuffata nella lussuosa sala Versailles di un ancora più lussuoso hotel. Tavole imbandite con buffet di cibi francesi, eleganti ma piuttosto poco graditi al mio stomaco molto "porchetta sandwich". Mooolto, molto bello.

Uscendo dalla casa di Gyula insieme a lui, la mattina dopo, chiacchieravo e raccoglievo belle foglie rossiccie di ciliegio da portare a Chicca...

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domenica, 08 novembre 2009
DOMENICA E POI

Un fine settimana trascorso con una Chicca raffreddata, a fare lavoretti artigianali per la sua futura bancarella prenatalizia. Una mattinata passata a farle preparare - come da suo desiderio - le lasagne alla boscaiola, lasagne che il Toto (provvedenzialmente toltosi dai marombres per andare a pesca) ha poi criticato per filo e per segno. Un pomeriggio con famiglie di amici e figlioli a rincorrere un cinema, ahimè, chiuso per un guasto improvviso, e poi a cenare insieme a base di pizza. I ragazzini giocavano, i mariti chiacchieravano e non rompevano, io mi godevo la quieta ed innocua compagnia delle mogli, brave donne di paese senza grosse pecche né grilli in capo. Ora le mie borse sono pronte, mi butto in branda al volo ed inizio a pensare alla mia trasferta aBruxelles di domani ed alla serata a casa dai miei migliori amici: alla faccia del Toto che, ovviamente, non li sopporta. Viszontàtlasrà.

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sabato, 07 novembre 2009
CACCIATRICE ANCHE DI...

... fenomeni meteorologici strambi. Come questo vividissimo gambo di arcobaleno, pizzicato ieri e che sembrava spuntar su dritto dal casone illuminato. Chicca, che ho ormai infettato anche con questa mania, è andata in estasi ed ha chiesto le foto. L'arco è poi cresciuto e raddoppiato e per parte del pomeriggio lo abbiamo inseguito in auto cercando (ovviamente invano) di passare dall'altra parte.

... guai matrimoniali vari. L'arrabbiatura del Toto post-missione a Buenos Aires si è saldata con quella pre-missione a Bruxelles, dove sarò lunedì e martedì. Il tutto peggiorato da altre mie gravi colpe, in particolare l'aver voluto passare il pranzo di compleanno coi miei, il mio persistente russare notturno (anche lui lo fa ma questo non conta e, comunque, nega) e l'aver ammesso candidamente con un suo amico che la ginnastica coniugale non rientra tra le mie priorità. Apriti cielo, inghiottimi terra.

Certe volte mi piacerebbe proprio essere il tipo di donna capace di piantargli un corno in testa per ogni offesa, insulto o minaccia ricevuta: sai che puntaspilli! ;)

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venerdì, 06 novembre 2009
CACCIATRICE DI

Ho un nipote di diciotto anni che, come tutti i gggiovani, è difficile da accontentare nei regalini: difficile per tutti, ma non per me. Che, solitamente, gli regalo tre cose (azzeccandoci): tecnologia, soldi o tshirt dell'ardroccafè. Che inseguo, fiuto e scovo per ogni parte del mondo, ma solo per comprarci le magliette per lui.

Bangkok. Madrid. Parigi. Barcellona. Amsterdam. Rio de Janeiro. Colonia. Lisbona. Oslo. Da ultimo, Buenos Aires. Ormai è un divertimento. Divertente pure immaginare come mi vedono gli altri: una donnona androgina e minimalista ormai prossima ad una certa età che si infogna a comprare magliette musicofile ed adolescenziali assolutamente non in linea con il suo personaggio.

Alla faccia di Pirandello e delle sue centomila facce ;)

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giovedì, 05 novembre 2009
COME PER MAGIA...

... in Argentina, sopra la città di Tigre, scoprimmo una nuvola tinta di arcobaleno. Mai vista una roba del genere, alla faccia del mio sempiterno "cloudspotting". Dal treno la tempestammo di tutte le foto possibili ed immaginabili (tra cui le quattro qui sotto) finchè i suoi fantastici colori, pian pian, svanirono. E fu subito paradiso.

... da oltralpe è arrivata una lettera con sopra una parolina piccina picciò, solo cinque lettere ma tanta cattiveria: "audit": e che ha fatto precipitare il mio ufficio ed altri due (ed, a cascata, numerosi altri in giro per l'Italia) nel panico. Certi che i controllori ci faranno, comunque, il posteriore a strisce. E fu subito inferno.

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mercoledì, 04 novembre 2009
MARIT*INPRESTITO

"..faccio quello che vuoi! Tutti i lavoretti domestici che non hai tempo o voglia di fare… Montare uno scaffale, una serratura nuova, tinteggiare una stanza o il rubinetto che perde? Per tutto questo e molto altro, telefona o manda una e-mail in piena libertà senza alcun impegno [...] Dopo il primo intervento ti sarà spedito un simpatico omaggio oltre ad una tessera che ti darà diritto alla chiamata gratuita “per sempre”."

Leggevo su un giornaletto questa interessante pubblicità, chiedendomi quanto costi assoldare un marit* del genere (sicuramente meno che mantenerlo in pianta stabile, come capita a me) e che cosa si intenda con quel sibillino ma promettente "MOLTO ALTRO" nonchè in cosa consista mai il "SIMPATICO OMAGGIO" ;)

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martedì, 03 novembre 2009
CHI VIENE E CHI VA

La visita medica di stamattina mi ha tenuto intorno al paesello. Così ho potuto vedere una scenetta curiosa: da un lato la chiesa che ospitava il funerale di una vecchietta di 80 anni (se mi sente mia nonna Rosona che ne ha 88 mi scomunica) con tanto di carro funebre spalancato sul nulla, dall'altro quattro gagliardi ragazzi vestiti di nero - i cassamortari - che si sbafavano ridacchiando quattro ettari di pizza bianca in attesa che la cerimonia finisse. Erano giovani, forti e buffi.

Il mattino di gran pioggia autunnale si è trasformato in una giornata di sole mutevole. E Chicca, la mia figliolina adorata, si è infilata i vestiti nuovi che si è scelta da sola ed è diventata una ragazzona: a neanche dieci anni ha raggiunto in altezza il padre, porta il 39 di piede ed ha tre dita delle mani su cinque già più lunghe delle mie.

Potenza della vita, che va avanti, avanti, non importa verso dove. L'importante è riderci su.

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lunedì, 02 novembre 2009
40 PER SEMPRE

Gisella, una mia amica storica che compiva gli anni ieri ed alla quale chiedevo conferma sul fatto che fosse giunta a 44, mi smssava: "Ormai dopo i 40 ho smesso di contarli". E brava donna pratica. A me tocca oggi varcare la soglia dei 42: chiedendomi, se avessi potuto scegliere, cosa mi sarebbe piaciuto fare anzichè venire qui al lavoro.

Semplice: avrei dormito di più e, caricata Chicca sulla macchina, sarei andata al mare al Circeo. Avrei passeggiato, corso, mangiato pesce con lei. Bello, no? Il non plus ultra sarebbe stato portarla su una spiaggia tropicale ma qui si divagherebbe pesantemente nel mondo dei sogni ;)

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domenica, 01 novembre 2009
FAR DI NECESSITA' VIRTU'

In giro per Buenos Aires c'è gente che sbarca il lunario nei modi più vari. Ho scattato delle foto ad alcuni dei mestieri che ho ritenuto più dignitosi ed originali, escludendo - anche per il timore di rimediare qualche pizza - quelli più miserabili tipo gli scarufatori di immondizia (per pescare cartone e lattine) o gli infiniti questuanti della metro. Ecco, comunque, un piccolo campionario di inventiva lavorativa stradaiola.

Una ragazza che vendeva piccola bigiotteria artigianale, lungo il muro di una chiesa proprio di fronte a Plaza Italia.

Due ragazzi tangheri, tra le case coloratissime nate da miseria, bandoni e scampoli di vernice nel quartiere (ormai turisticissimo ) di La Boca.

Carettino di pop-corn nel parco principale di Sant'Isidro.

Bibitaro sprint per le bancarelle artigianali di Plaza di Francia.

Spremiagrumitrice al volo, sempre nel quartiere della Recoleta.

Venditori di becchime su una panchina di Plaza de Mayo.

Una veloce minigrigliata mista per il parco di fronte al planetario.

Infine, i miei preferiti: i passeggiatori di cani. Un tappeto semovente di pelo, recchie e code nel cui mezzo spunta un busto umano. Ho visto vivaci gruppi di dieci elementi ma si favoleggia di branchi di 15 cani attaccati ad una speciale cintura.

Tornado a bomba al lavoro a casa, due giorni fa ho conosciuto una collega brava e carina. Impegnata nei negoziati più tosti che il mio settore offra manca da casa spesso, con missioni della durata minima di una-due settimane: viaggi in tutto il mondo in cui si discute da arrabbiati per quindici (ed oltre) ore al giorno. Quando torna a casa stremata trova ad aspettarla un marito mammo, una baysitter paziente e tre (3) ... gemelli di due anni. Le ho chiesto come faccia a crescere i bambini e mi ha risposto: "Far di necessità virtù: fino dove bastano usare le mani, dove non bastano accontentarsi della voce". Ammirevole, e terribilmente stressata.

A proposito di stress, oggi mi son beccata l'ennesimo liscio-busso-levapelo dal Toto, inferocito perchè come tutti gli anni ho voluto passare la vigilia del mio compleanno al mio paese, con la mia famiglia, facendo spese per la fiera: tutte cose che lui proprio non sopporta. Pover'uomo, quando litiga e sbraita lo devasto con i miei silenzi: sarò mica troppo cattiva, come al mio solito? ;)

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giovedì, 29 ottobre 2009
I FIORI DI BUENOS AIRES

Erano tantissimi, fissi o semoventi, eccone qui un piccolo assaggio.

Ed ora, tanto che mi riposo, scappo a seguire un convegno. Strada facendo mi fermerò ad arraffare al volo un biglietto aereo loucost per una delle prossime missioni: Oslo, fine novembre. Lì saran fiori di ghiaccio, temo...

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mercoledì, 28 ottobre 2009
IL SORRISO E L'ONDA

Comincio la mia condivisione delle immagini di Buenos Aires da una delle ultime foto, scattata ad una simpatica pubblicità appesa in metro. Io trovo che renda bene l'umorismo e la reazione di fronte all'insolito che hanno i "porteni", gli abitanti del centro di B.A.

Dal ritorno non c'è più stata pace, lo tsunami delle email, delle pratiche, delle riunioni è tornato ad inghiottirmi: ed il naufragar m'è dolce - ma non troppo - in questo mare.

Negli inesistenti ritagli di tempo libero sto confezionado lavoretti all'uncinetto per mia figlia che a Natale vuole metter su una bancarella.

L'onda delle attività scuote la mia vita al ritmo di un tango strambo ;)

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